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Storia e gusto: il Borgo Diffuso di Castelvetere, un modello di sviluppo turistico del territorio

Di Rosa Iandiorio

Un antico borgo elegantemente restaurato, un’esperienza suggestiva che ha il sapore della riscoperta, della territorialità e della sostenibilità. A Castelvetere il fil rouge tra passato e presente è il delizioso Albergo Diffuso, un concept all’avanguardia di sviluppo turistico del territorio che regala ai viaggiatori l’opportunità di vivere atmosfere, arte e sapori in pieno relax e autonomia, per sentirsi cittadini senza tempo a contatto con una cultura secolare dove è ancora possibile intrecciare rapporti umani intensi e profondi.
L’Albergo Diffuso identifica non soltanto un modello di ospitalità, ma anche un modello di sviluppo turistico del territorio, a basso impatto ambientale, in quanto basato sul recupero, ristrutturazione e valorizzazione delle risorse già presenti sul posto. Una formula vincente che propone l’autenticità e lo stile di vita del luogo come prodotto, rigenera i centri storici, anima l’economia locale e pone un freno allo spopolamento dei borghi.
Castelvetere, primo Albergo Diffuso nel Mezzogiorno d’Italia, negli ultimi anni si sta imponendo come esempio di rinascita nel segno di una formula di accoglienza slow che coinvolge produttori, artisti e artigiani dell’intera provincia. Un indotto turistico ed economico che inizia a Castelvetere, ma abbraccia tutta l’Irpinia grazie ad itinerari religiosi, culturali ed enogastronomici.
Custodi di questo progetto due donne: Gaetana Vena che gestisce il B&B, si occupa dell’accoglienza e dell’assistenza dei visitatori; e Marsia del Sorbo che gestisce l’ Osteria, un ristorante e wine bar all’insegna della buona tavola. Tra dedali di viuzze, case in pietra, archi a volte, d’improvviso di fronte a voi il Castello fuso nell’abitato di chiara impronta longobarda fa da elegante guardiano ai 17 alloggi che, nelle diverse soluzioni, possono ospitare da 1 ad 8 persone in camere singole e/o doppie. Padrona di casa Gaetana, accoglie, spiega, racconta l’Irpinia definendo una proposta attrativa conforme alle potenzialità del territorio. Vena organizza attività enogastronomiche nell’intero comprensorio circostante come wine tour, degustazioni, percorsi guidati fuori dai soliti circuiti. Le giornate inevitabilmente finiscono a tavola, da Marsia, all’Osteria, cuore pulsante del borgo con la sua atmosfera caratteristica ideale per scoprire le ricette della tradizione irpina e degustare le nostre DOCG: Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi. Marsia ha fatto del suo locale il fulcro della tipicità agroalimentare, un luogo dove assaporare eccelenze locali, un menù genuino che evoca le antiche ricette di un tempo, piatti intramontabili come la maccaronara al sugo, il mallone, le zuppe di castagne, ma anche prodotti di nicchia che stanno contribuendo a cambiare l’immagine di una terra sapiente, florida e generosa.

Del Sorbo e Vena unite nell’obiettivo di rilanciare la bellezza sopita di Castelvetere hanno posto le basi per un turismo emozionale indirizzato ad un viaggiatore esigente che ha voglia di gustare l’autenticità di luoghi antichi. Gaetana e Marsia hanno scommesso sul valore della condivisione, delle relazioni umani, sul patrimonio inestimabile di questi territori che hanno trovato nuova linfa in un modello di vivibilità alternativa che dà voce al passato tramutandolo in meta privilegiata per chi ama vagare tra storia, gusto e natura.

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