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Pantorrone Garofalo, un best seller che non teme rivali

(Di Rosa Iandiorio)
“O’ Cupeto”, dal latino cupedia (desiderata) è una specialità gastronomica made in sud che i più fervidi appassionati identificano con un luogo in particolare: Dentecane, la terra dei torroni. La piccola frazione di Pietradefusi, da oltre 100 anni, ne è considerata la capitale. Qui in poche centinaia di metri si concentrano le migliori realtà del settore che si distinguono dal resto d’Italia per la qualità artigianale e i metodi di preparazione.
Lungo l’antica via delle Puglie dinastie di copetari conservano un’arte tipicamente irpina con la stessa passione e la stessa attenzione di un passato remoto.
Il viaggio di Irpinia Mood ha fatto tappa in una delle realtà più significative della provincia: Pantorrone Garofalo. 143 anni di storia che hanno visto una piccola azienda crescere e distinguersi sul mercato internazionale per la capacità creativa e originale.
Lo storico torronificio inizia la sua attività nel 1876 con una bottega a conduzione familiare gestita da Nicola Orazio Garofalo.  Da allora l’azienda crea delizie dolciarie il cui segreto è l’attenta selezione delle materie prime e il rispetto di ricette che si tramandano da tempo immemore.
Da Garofalo il copeto si fa secondo tradizione. La qualità è pratica quotidiana. Alla nuovissima linea luxury con combinazioni esotiche molto particolari, l’azienda affianca i classici di fama mondiale: torroni morbidi, o duri, ricoperti di cioccolata fondente, con nocciole, mandorle, o pistacchi. Più di 40 varietà che variano di stagione in stagione secondo l’estro dei titolari.
Alla guida del torronificio, oggi, ci sono Luigi Garofalo e i suoi figli Gerardino e Giuliano. Tre maestri del torrone che se da un lato innovano dall’altro non dimenticano i gusti cult. Il cuore della produzione, infatti, è il Pantorrone. Una barretta prelibata, equlibrata nei sapori e nelle consistenze la cui invenzione spetta al Cavaliere Gerardo Garofalo (rispettivamente padre di Luigi e nonno di Gerardino e Giuliano). Un’ intuizione incredibile che coniuga l’arte pasticcera a quella del copeto.

“Il Pantorrone fu un invenzione di mio nonno – racconta Gerardino Garofalo –  copetaro e pasticcere. All’epoca era normale fare due mestieri, si guadagnava poco e bisognava mantenere la famiglia. Per questo mio nonno si divideva tra il torronificio di Dentecane e una pasticceria avellinese, il Bar America che aveva sede all’inizio del Corso di Avellino, dove oggi c’è il tabacchi. Un giorno nel suo laboratorio provò a fare un esperimento: mischiare il Pan di Spagna con il torrone e ricoprirlo di cioccolato fondente. Il gusto era ottimo e dopo un inizio poco gratificante da parte del mercato, l’insistenza di mio nonno ebbe la meglio, segnando la scalata verso il successo del Pantorrone, fino al brevetto nel 1967. Oggi il Pantorrone ci viene richiesto 365 giorni all’anno, è un prodotto simbolo non solo per la nostra azienda, ma ormai per tutta l’Irpinia – conclude Gerardino”. La scelta di restare artigianali, l’ attenta lavorazione, la manualità e l’esperienza fanno sì che ogni prodotto firmato Garofalo sia sinonimo di genuinità, gusto e qualità. Per un irpino veramente doc il Pantorrone di nonno Gerardino è un best seller che non teme rivali!!!

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